Drudi stupisce ancora con il manifesto per il Festival dello Sport

Aldo Drudi non smette di stupirci. Il famoso designer, autore di molte grafiche per i caschi di motociclisti, ha realizzato un'altra opera d'arte. Si tratta del manifesto ufficiale del prossimo Festival dello Sport, un evento promosso da La Gazzetta dello Sport che andrà in scena a Trento dal 10 al 13 ottobre.

Drudi, che negli ultimi anni ha saputo andare oltre i motori per dedicarsi anche a progetti grafici in altre discipline e contesti, ha sfruttato l'onda del successo della mostra dello scorso anno al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. In quell'occasione il pubblico e gli addetti ai lavori avevano mostrato un grande interesse e apprezzamento per il percorso artistico “I colori del Motomondiale”.

La Rosea ha quindi cercato la collaborazione di uno dei migliori artisti del settore per creare il manifesto del Festival. Balza subito all'occhio la rappresentazione di un atleta con una medaglia al collo e il braccio alzato in segno di vittoria. Un originale accostamento di figure geometriche e diverse sfumature di blu e rosa (il riferimento al colore del giornale è evidente) dona alla presentazione dinamismo ed eleganza. L'autore ha ammesso di essersi ispirato agli studi anatomici fatti da Leonardo da Vinci e in questo senso gli echi dell'uomo vitruviano sembrano coerenti ed azzeccati. Ma l'opera non sembra esente nemmeno da richiami futuristi, in particolar modo ad Elasticità e Forme uniche nella continuità e nello spazio di Boccioni.

La combinazione del verde con l'azzurro è un omaggio al Trentino, mentre le linee e i punti focali sembrano incrociarsi per formare un diamante. Non stupisce che Drudi (che da anni cura la grafica dei caschi di Valentino Rossi) abbia saputo dare ancora una volta un tocco di originalità e innovazione alla propria creazione. Già nel 2018 i poster per il GP di Misano e per il GP di Monza avevano riscosso un grande successo. Il segreto è forse proprio la passione che guida la matita: «Il disegno è come il canto, come la danza. È uno sfogo naturale, un’espressione di libertà» ha dichiarato Drudi in un'intervista per La Gazzetta dello Sport.





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