Un uomo Alpha: Fausto Coppi

Fausto Coppi viene considerato da molti come il ciclista più forte di sempre. Nel dopoguerra la sua rivalità con il connazionale Gino Bartali ha diviso gli appassionati in due fazioni. Nato da una famiglia di contadini in provincia di Alessandria, il futuro campione si avvicina alle due ruote soltanto a quindici anni grazie ad un regalo dello zio, una Maino, con la quale inizia le prime corse tra il Piemonte, la Liguria e la Lombardia.

Arruolato dalla Legnano a partire dal 1940, il giovane ciclista si ritrova nella stessa squadra del più esperto Gino Bartali. Proprio nel Giro d'Italia di quell'anno il mondo dello sport si rende conto del talento dell'ultimo arrivato che, da esordiente e a dispetto dei pronostici, all'undicesima tappa conquista la maglia rosa e la conserva fino al traguardo di Milano.

È la prima di tante vittorie in una carriera straordinaria con 5 trionfi al Giro d'Italia, 2 al Tour de France, 1 Mondiale su strada e una miriade di successi nelle classiche (5 Giri di Lombardia, 3 Milano-San Remo, una Parigi-Ruobaix, una Freccia Vallone).
Coppi è anche stato il primo corridore a vincere nello stesso anno sia il Giro d'Italia sia il Tour de France (prima nel 1949 e successivamente nel 1952).


Nel 1952 il Campionissimo dà spettacolo in Francia. Vince la cronometro di Nancy, stupisce tutti all'Alpe d'Huez, si ripete a Pau, al Sestriere e nella scalata di Puy de Dome. In quell'edizione vince 5 tappe su 23 e mantiene la maglia gialla dalla decima fino alla fine. Il secondo classificato, il belga Costant Ockers, arriva addirittura con 28'17'' di ritardo a Parigi.

Il Tour del 1952 passerà alla storia anche per la famosa foto del passaggio della borraccia tra gli eterni rivali Bartali e Coppi. L'anno successivo l'Airone rinuncia alla Grande Boucle per puntare forte al Mondiale. Dopo la quinta e ultima vittoria alla corsa rosa, Coppi si ritrova a gareggiare con se stesso e con la propria ambizione: il titolo iridato è infatti l'unico che gli manca e di possibilità a fine carriera non ne rimangono tante.

Con un attacco sulla Crespera di Breganzona (Lugano) tenta la fuga. Solo il belga Derycke gli resta a ruota, ma non per molto. Coppi lo stacca di diversi minuti su uno strappo e arriva in solitaria al traguardo.

È uno degli ultimi acuti di una carriera lunga 20 anni (nel 1954 vincerà ancora il Giro di Lombardia), stroncata da una tragica fatalità. Durante una corsa in Burkina Faso si ammala di malaria, ma i medici sbagliano la diagnosi e non intervengono in tempo per le cure. All'età di 40 anni Coppi muore tra lo sconforto dei suoi tifosi che ancora oggi lo ricordano con le parole del radiocronista Mario Ferretti: «Un uomo solo al comando, la sua maglia è biancoceleste, il suo nome è Fausto Coppi».





© Copyright De Agostini Editore 2017 - P.IVA 01689650032
De Agostini Editore S.p.A., sede legale in via G. da Verrazano 15, 28100 Novara - Capitale sociale euro 50.000.000 i.v. - Codice fiscale, Partita IVA ed iscrizione al Registro imprese di Novara n. 01689650032, REA di Novara 191951 28100 Novara - Società con Socio Unico, Società coordinata e diretta da De Agostini S.p.A., - Sede legale in via G. da Verrazano 15, 28100 Novara (Italia)