Aldo Drudi: un uomo Alpha

Aldo Drudi è uno dei designer sportivi più noti a livello internazionale. Da oltre 40 anni realizza le grafiche dei caschi dei piloti più famosi, da Valentino Rossi a Max Biaggi, da Loris Reggiani a Loris Capirossi passando per Mick Doohan e Kevin Schwantz. Pensate che il primo casco che ha disegnato è stato quello per Graziano Rossi, mentre l'ultimo – seguendo un filo conduttore per così dire familiare – è stato per Valentino.

Nella sua lunga carriera ha vinto anche il famoso Compasso d'oro, il più prestigioso premio di design industriale, dedicato alle migliori creazioni italiane.
Lo scorso anno molti dei capolavori di Drudi sono stati esposti in una mostra al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano: tra i tanti cimeli, anche la tuta e il casco con cui il compianto Marco Simoncelli vinse il mondiale del 2008 nella 250.





Le idee, come ammesso dal nostro uomo Alpha, spesso vengono a tavola, in situazione informali, mai in un ufficio. L'originalità sta proprio nel cogliere un aspetto divertente e personale di un pilota e disegnarlo con maestria e scelte cromatiche sempre all'avanguardia. Un chiaro esempio è il casco con il “faccione” del Dottore in occasione del Gran Premio d'Italia nel 2008. Senza dimenticare poi il “casco dell'italiano medio” utilizzato da Valentino e basato su una reinterpretazione di un casco di Graziano Rossi.

Ma il lavoro di Drudi esula dal campo motoristico. Basti pensare alla splendida veste grafica dei caschi del team New Zealand nell’America’s Cup al Tornado del 311° Gruppo RSV. In realtà, Aldo Drudi da piccolo sognava di fare il pilota, ma il padre non ha mai acconsentito all'acquisto di una moto. Il destino, però, ha voluto che le strade del designer e del motociclismo si intrecciassero in maniera artistica anziché sportiva. Le sue parole, alla presentazione della sua mostra personale a Milano dodici mesi fa, spiegano al meglio il significato e la simbologia del suo lavoro:

«I piloti, quando indossano tuta e casco, è come se facessero un passo indietro nel tempo. Cavalieri medievali che si preparano ad affrontare la battaglia, riconoscibili dalle livree delle loro casate. Se un tempo le armi erano lance o spade, oggi sono le moto con le quali ogni domenica scendono in pista a sfidare prima di tutto se stessi e poi gli avversari».





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