La Terra dopo l'uomo: il riepilogo della prima stagione

“Questa non è la storia di come potremmo estinguerci, ma di quello che potrebbe accadere al mondo che lasceremo” - così iniziano le puntate di La Terra dopo l'uomo, la serie sul canale 59 del digitale terrestre che immagina il destino del nostro pianeta senza la presenza ingombrante degli esseri umani. Su Alpha a partire dal 23 marzo, ore 23.30, inizia la seconda stagione del documentario.
In un lungo percorso attraverso il futuro, facciamo un riepilogo della prima stagione.

Con l'estinzione dell'uomo tutte le luci si spengono, le centrali elettriche vengono abbandonate. Un mese dopo, i corpi conservati nei centri di criogenia iniziano a scongelarsi e ad intraprendere un processo di decadimento. Stesso discorso per tutte le mummie conservate nei musei che, senza protezione, subiscono l'azione delle muffe e dei batteri: il dna umano è destinato quindi a scomparire.


A partire da qualche mese dopo la scomparsa dell'uomo, alcuni animali si impossessano delle strade. Maiali e cinghiali hanno grandi capacità di adattamento e sono onnivori: si riproducono e invadono alcuni territori.


Dopo 35 anni
gli edifici cadono letteralmente a pezzi: i tetti, le travi, le finestre sono ormai un lontano ricordo. L'intelaiatura in acciaio e cemento armato resiste, ma viene lasciata all'azione corrosiva degli agenti atmosferici (come ad esempio il sale marino nelle zone nei pressi delle coste).
L'erba e le piante di piccole dimensioni spaccano l'asfalto, le strade vengono quotidianamente “assorbite” dalla vegetazione. La flora autoctona torna anche nelle ex metropoli.

Gli alti livelli di ammoniaca contenuti nelle feci degli uccelli possono contribuire, dopo circa un secolo, a far crollare anche dei ponti in acciaio. L'acqua piovana corrode i rivestimenti esterni dei grattacieli, della Statua della Libertà, degli stadi, dei ponti.
La natura prende il sopravvento, i fiumi si impossessano dei propri spazi. L'uomo in diverse città aveva deviato o interrato i corsi fluviali, ora le masse d'acqua fuoriescono dagli argini, alcune dighe cedono, i processi di canalizzazione non funzionano più.

Dopo mezzo millennio anche le strutture in muratura si sfaldano, i mattoni e la pietra sono le ultime tracce umane. Un esempio attuale e significativo è il tempio di Ta Prohm, circondato dalla giungla in Cambogia e abbandonato nel 1431, oggi visitabile solo grazie ad interventi di ristrutturazione e conservazione del patrimonio artistico. Senza l'uomo le radici degli alberi spaccano le costruzioni provocando grandi danni.

Per saperne di più non perderti le puntate della seconda stagione di La Terra dopo l'uomo. Per maggiori informazioni sulla programmazione consulta la Guida Tv di Alpha!





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