Giada, la storia del prezioso silicato nell'antica Cina

La serie Per un pugno di giada, in onda su Alpha, ci sta facendo appassionare alla splendida pietra. Claudia e Robin Brunce lavorano a Jade City dove si trovano i più importanti giacimenti al mondo del silicato. Ad aiutarli c'è Alan Qiao che proviene, però, proprio dal paese in cui la giada per millenni è stata considerata sacra: la Cina. Facciamo un viaggio nella storia cinese e scopriamo insieme tutte le curiosità sulla giada.

La forza magnetica della giada ha origine antiche. La civiltà cinese per secoli ha attinto alle miniere del Turkestan (oggi Xinjiang) per l'estrazione del prezioso minerale. Un dizionario cinese del I secolo d.C. cita la yù (giada) con il significato di “pietra più bella”. Iniziarono così a nascere leggende e tradizioni che non fecero altro che ingigantire il significato simbolico delle pietre verdi e la letteratura ad esse connessa.


L'unica pietra degna di valore – va precisato – è la nefreite, con la quale sono state realizzate figure e sculture di rara magnificenza. La giadeita, importata dal Myanmar dal XVIII secolo, e la serpentina sono solo dei surrogati di minor prestigio utilizzate principalmente per gli articoli di bigiotteria facilmente reperibili un po' in tutto l'estremo oriente.



Nell'antichità per le sepolture di personaggi eminenti e di imperatori venivano utilizzate delle placchette del prezioso minerale per tessere un'armatura con filamenti d'oro o d'argento. In altri casi, invece, queste lamine servivano ad ostruire gli orifizi del corpo umano ed evitare la fuoriuscita dei liquidi organici. In un certo senso la giada veniva considerata sacra e “immortale”. Secondo la leggenda degli otto immortali, venerati dai taoisti, il mitologico Ho Hsien Ku avrebbe acquisito la vita eterna solo grazie alla polvere di giada.

Durante la dinastia Han per circa cinque secoli la giada divenne un monopolio statale. Gli scultori scolpivano la giada con immagini divine con l'obiettivo di creare oggetti che potessero mettere in comunicazione il mondo terreno con l'aldilà. Le opere d'arte più significative sono comprese però nel periodo Ming (1368-1644): splendidi draghi cesellati, guarnizioni di spade, fibbie di cinture finemente decorate, piccoli vasi artigianali che oggi valgono una fortuna.

Proprio quella fortuna che sperano di avere i protagonisti di Per un pugno di giada. Li seguirete insieme a noi nelle prossime puntate? Non vi resta che sintonizzarvi sul canale 59 del digitale terrestre!





© Copyright DeA 59 S.r.l. 2017 - P.IVA 02405400033
DeA 59 S.r.l., Società con Socio unico - Sede legale in Novara, Via Giovanni da Verrazano n. 15 - Codice fiscale ed iscrizione al Registro delle Imprese di Novara n. 02405400033 - Capitale sociale Euro 10.000,00 i.v. - Società soggetta ad attività di direzione e coordinamento di De Agostini Editore S.p.A. con sede legale in Novara, Via Giovanni da Verrazano n. 15.