Storie straordinarie di sopravvissuti all'Olocausto

Il 27 gennaio è la giornata dedicata alla memoria, una ricorrenza annuale che commemora le vittime dell'Olocausto. È stata scelta questa data perché il 27 gennaio del 1945 le truppe sovietiche riuscirono ad entrare nel campo di sterminio di Auschwitz e a liberare qualche migliaio di prigionieri.

Proprio i pochi superstiti della Shoah sono stati per decenni un'importante testimonianza dei crimini del nazismo e una fonte storica fondamentale per ricostruire alcuni eventi della Seconda Guerra Mondiale. Si stima che nel complesso le vittime dell'Olocausto (categoria nella quale includiamo, oltre agli ebrei, anche le minoranze etniche perseguitate nei primi anni Quaranta) siano state circa 15-17 milioni in seguito al processo di “arianizzazione” di Hitler e alla cosiddetta soluzione finale escogitata, tra gli altri, da Adolf Eichmann.

La librazione per molti ha rappresentato l'inizio di un difficile reinserimento sociale. Per altri, invece, la fine della sofferenza e la liberazione hanno aumentato il desiderio di educare le generazioni successive.

Arianna Szörényi viene deportata da bambina nei campi di concentramento. Le origini ungheresi della sua famiglia non passano inosservate all'ufficio anagrafe di San Daniele del Friuli: il 16 giugno le SS irrompono in casa, catturano i genitori ed i fratelli dando orifine ad una lunga odissea. Arianna finisce prima ad Udine, poi Trieste e nei lager nazisti di Risiera di San Sabba, uno dei più importanti nodi di smistamento dei nazisti. Le tappe successive sono ancor peggio tra Auschwitz, Ravensbruck e Bergen-Belsen prima della liberazione da parte degli alleati il 15 aprile 1945 e il conseguente rimpatrio in Italia a guerra finita.



«Voglio che una voce in più, quella di una bambina deportata a undici anni, si unisca alle tante che con le loro sofferte memorie vogliono contrastare chi osa, mentre alcuni dei sopravvissuti sono ancora in vita, minimizzare, addirittura negare, quanto accaduto» – dirà anni dopo Arianna nel suo continuo impegno per non dimenticare il nostro passato.

Un'altra storia struggente è quella delle due sorelle Andra e Tata Bucci, catturate a Fiume e imprigionate ad Auschwitz. Un viaggio di mille chilometri in treno per arrivare in Polonia, dove insieme alla madre, alla nonna e al cugino, vengono smistate nel campo di concentramento. Riescono a salvarsi probabilmente perché vengono scambiate per gemelle: in quegli anni Mengele, il medico dei lager, utilizzava i gemelli come cavie per fare esperimenti genetici. Con l'arrivo dell'Armata Rossa le due bambine trovano la salvezza e nel corso degli anni ricominciano a vivere nonostante il dolore dei ricordi.

Ci vorrebbe un'intera enciclopedia per rendere testimonianza di tutti i superstiti dell'Olocausto. E decine di volumi per commemorare tutti coloro che, invece, non ce l'hanno fatta. Un patrimonio di storie familiari e popolari, come quelle che vi abbiamo raccontato, e una serie di esperienze di soldati, intellettuali (come Primo Levi, ad esempio), artisti tutti accomunati dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Anche per questo motivo l'annuale ricorrenza della Giornata delle memoria serve e servirà a conservare una parte di storia che, purtroppo, ci appartiene.





© Copyright De Agostini Editore 2017 - P.IVA 01689650032
De Agostini Editore S.p.A., sede legale in via G. da Verrazano 15, 28100 Novara - Capitale sociale euro 50.000.000 i.v. - Codice fiscale, Partita IVA ed iscrizione al Registro imprese di Novara n. 01689650032, REA di Novara 191951 28100 Novara - Società con Socio Unico, Società coordinata e diretta da De Agostini S.p.A., - Sede legale in via G. da Verrazano 15, 28100 Novara (Italia)