Il bunker di Hitler: i segreti del nascondiglio del Führer

Nelle intenzioni di Hitler, il principale bunker di Berlino doveva essere solamente una sistemazione provvisoria. Per la maggior parte dei capi nazisti rimanevano due possibili speranze: la vittoria contro l'Armata Rossa o la fuga verso i paesi del Sudamerica. In realtà, le cose andarono diversamente e, dopo settimane di assedio, la Germania capitolò sotto i colpi degli Alleati.

I tunnel sotterranei della capitale tedesca, tredicesimo e definitivo nascondiglio del capo del Nazionalsocialismo, formavano due bunker interconnessi. Sotto i giardini della Cancelleria, a poco meno di 9 metri di profondità, si snodava una vera e propria fortezza costruita nel 1944. Hitler si trasferì nel Füherbunker a partire dal 1 gennaio del 1945, a febbraio arrivarono anche rifornimenti, viveri, mobili di qualità e accessori di ogni genere. Il 29 aprile 1945, a circa 40 ore dal suicidio di entrambi, Hitler ed Eva Braun si sposarono dopo anni di convivenza.


COSTRUZIONE – Inizialmente il Führerbunker doveva essere un rifugio antiaereo. Il Vorbunker o bunker superiore fu completato nel 1936, mentre il cuore dell'edificio era situato più in basso in direzione sudovest. Le costruzioni furono affidate alla ditta tedesca Hochtief come parte di una più ampio progetto di fortificazione sotterranea in chiave anti-alleati. Le due sezioni erano collegate da una scala e separate da una grande porta d'acciaio



STANZE – Sul lato destro del piano inferiore c'erano le stanze dedicate al generatore di corrente, alla ventilazione e al centralino telefonico. Nella parte opposta, invece, si trovavano la camera da letto, il salotto di Eva Braun, lo studio di Hitler e la sala conferenze. Per quanto gli architetti avessero fatto il massimo per rendere questi luoghi accoglienti, permanevano diverse difficoltà. Prima di tutto l'umidità derivata dalle vicine falde freatiche, poi il sovraffollamento in spazi angusti e senza finiestre. Gli uomini e le donne del personale, ad esempio, rimasero con gli alti gerarchi fino agli ultimi giorni della Battaglia di Berlino.

LA FINE – Come noto, Hitler era un pittore mancato nonché un appassionato di arte. Trasferì molti dipinti ad olio e mobili di valore della Cancelleria nel bunker perché voleva far trasparire una sensazione di sicurezza ed armonia anche in una situazione estrema. Secondo alcune teorie, il capo del Terzo Reich sarebbe riuscito a scappare alla fine della Seconda Guerra Mondiale grazie ad un piano di fuga prestabilito.

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