Tra le lande desolate dell'Alaska: la storia di Christopher McCandless

Christopher Johnson McCandless era un ragazzo americano come tanti con molti sogni nel cassetto. Dopo essersi laureato nel 1990 in Storia e Antropologia presso l'Università Emory ad Atlanta, decide di cambiare totalmente vita. Inappagato dalla propria quotidianità, vende tutto e dona 24mila dollari ad associazioni benefiche con un unico obiettivo: intraprendere un viaggio attraverso gli Stati Uniti.

Abbandonata la famiglia, il ragazzo vive nell’emulazione dei vari Thoreau, London e Kerouac e sogna di raggiungere territori selvaggi lontani dalla civiltà. Cambia addirittura nome e si trasforma, con un po' di autoironia, in Alexander Supertramp (che in italiano possiamo tradurre “vagabondo”).

Con una Datsun B210 gialla raggiunge la costa occidentale degli Usa e si accampa per qualche tempo in California, nel deserto del Mojave. Proprio in questo paesaggio desolato incappa nelle prime difficoltà: infatti, un'inondazione provoca l'avaria del motore dell'auto, costringendo il ragazzo ad abbandonare il mezzo e gran parte dei propri averi.

Il viaggio prosegue quindi in autostop tra il Messico settentrionale e gli stati americani più settentrionali. L'Alaska diventa la mèta agognata del proprio percorso, il luogo in cui completare il rito iniziatico e ritrovare la propria identità. Le difficoltà iniziano però ad aumentare, il cibo scarseggia, le condizioni climatiche sono avverse, gli animali allo stato selvaggio sono un costante pericolo. McCandless è parzialmente impreparato per affrontare l'Alaska sebbene la primavera rappresenti un alleato: per le prime settimane caccia con un fucile che si era portato da casa, si nutre di vegetali raccolti per caso, si scalda con fuochi di fortuna.



Contemporaneamente nella sua mente si mescolano emozioni forti ed opposte: da una parte un senso di libertà e di pace mai avvertito prima, dall'altra il presagio di una fine imminente. Quando si riavvia verso sud, forse sulla strada del ritorno, trova il paesaggio mutato improvvisamente. Alcuni fiumi hanno aumentato la portata e sono difficili da oltrepassare, non rimane che cercare una collocazione di fortuna. E proprio un vecchio autobus abbandonato (soprannominato Magic Bus) nei pressi del Parco Nazionale di Denali sarà la sua ultima dimora. Christopher muore il 28 agosto 1992 di fame e di stenti o, come alcuni suppongono, a causa di un'intossicazione alimentare provocata da alcune bacche velenose.

Qualche anno più tardi lo scrittore Jon Krakauer scriverà un libro su questa avventura che ben presto conquista il mercato editoriale a tal punto da suscitare l'interesse di alcuni registi.

È Sean Penn nel 2007 ad aggiudicarsi i diritti per lanciare sul grande schermo le vicende narrate nel libro Into the Wild. Tra gli attori protagonisti della pellicola ci sono Emile Hirsch nei panni Supertramp e una giovanissima Kristen Stewart che interpreta una presunta fiamma del protagonista. Recentemente anche Carine McCandless, sorella del famoso viaggiatore, ha pubblicato Into the Wild Truth, in cui racconta il difficile rapporto di Christopher con i genitori.

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