Lotta per la sopravvivenza: prede e predatori dell'Alaska

Pochi territori al mondo possono vantare una varietà faunistica come l’Alaska. I numerosi parchi nazionali, tra i quali il Denali National Park e il Glacier Bay National Park, offrono l’habitat perfetto per alcune specie artiche. Sicuramente lo stato americano più settentrionale è l’ambiente ideale per gli orsi bruni che dominano la catena alimentare.

Il Kodiak, chiamato anche orso bruno costiero dell’Alaska, può raggiungere l’altezza record di 3,2 metri. Non meno letali, invece, sono i Grizzly che con artigli lunghi fino a 14 centimetri sono capaci di inseguire le prede a 48 km/h. Un discorso a parte merita l’orso polare, uno dei più grandi mammiferi terrestri esistenti, che gli Inuit chiamano Nanook. Questi animali possono uccidere una foca o un narvalo con una sola zampata, oppure possono percepire l’odore di una carcassa ad una distanza di 30 km. 


Una vittima dell’orso bianco è il bue muschiato, un mammifero artico appartenente ai caprini, la stessa famiglia delle pecore e delle capre. In lingua Inupiak viene chiamato “Itomingmak” che significa “l’animale con la pelle come la barba” proprio a causa dell’aspetto del mantello. Un altro erbivoro piuttosto grosso che vive in Alaska è, invece, l’alce. Caratterizzato da un muso allungato e da due palchi che si diramano dal cranio, il cervide può diventare aggressivo se minacciato. Nel 1867 in Alaska fu ritrovato un alce maschio di più di 2 metri per un peso di circa 816 kg.


Anche i mari artici ospitano dei giganti. Si pensi alla Megattera (a dire il vero diffusa anche in altri mari) che divora plancton e piccoli crostacei, ma deve guardarsi bene dagli attacchi delle orche (predatori Alpha) e soprattutto dell’uomo. Sono riconoscibili per via di una sorta di gobba sul dorso e una pinna dorsale relativamente piccola rispetto agli altri cetacei.

Concludiamo il nostro discorso sulla fauna dell’Alaska con i più feroci pesci dello Yukon, i lucci. Nei fiumi del Nordamerica non ha rivali e si sazia spesso di prede deboli o carcasse di altri pesci. La sua arma migliore è la dentatura: i denti uncinati, circa 600 in totale, non permettono alla preda di sfuggire dalla bocca del luccio.


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