Grandi felini: tecniche di caccia e habitat dei superpredatori

Con la serie Gli animali più pericolosi, in onda sul canale 59 del digitale terrestre, stiamo scoprendo tutte le particolarità di alcune micidiali specie animali. Miracoli evolutivi, fattori ambientali e astuzia possono spesso fare la differenza tra la vita e la morte. All’interno della cerchia dei superpredatori, i felini rappresentano una ristretta élite. Scopriamo insieme le tecniche di caccia di alcuni felini del nostro pianeta.

SILENZIOSO E LETALE - Nelle antiche civiltà precolombiane, soprattutto in quella Maya, il giaguaro era considerato un animale sacro e veniva onorato come un dio. La stessa parola “yaguar”, dalla lingua degli indios guaranì, significa “colui che uccide con un salto”. Questo felino del Sudamerica, per certi versi atipico, non è solito inseguire le prede o intraprendere combattimenti per procurarsi il cibo: con astuzia preferisce balzare fuori all’improvviso e uccidere le prede per soffocamento. Il morso del giaguaro, infatti, è uno dei più potenti del regno animale e senza difficoltà può fracassare gusci, squame e addirittura il cranio di grandi mammiferi.

ATTACCO INFALLIBILE - I leopardi, invece, sono stati in grado di adattarsi ai più svariati habitat, nell’Africa centro-meridionale e nel sud-est asiatico. A differenza dei giaguari, si nutrono di un po’ di tutto, dai piccoli insetti agli gnu, dai babbuini alle gazzelle, grazie alle notevoli capacità nell’abbattere e trascinare prede molto più pesanti. Questi animali sono in grado di cacciare sia sugli alberi che sulla terraferma e hanno una percentuale di riuscita degli attacchi pari a circa il 60%. La vista acuta, come del resto quella di gran parte dei felini, dà al leopardo la possibilità di colpire al crepuscolo o nel cuore della notte sfruttando appieno il manto maculato per mimetizzarsi con l’ambiente circostante.

 


CACCIA DI GRUPPO - Forse non tutti sanno che il nome scientifico del leone è Panthera Leo. Circa dieci mila anni fa era diffuso anche in Nordamerica e in Europa, mentre oggi è principalmente presente in Africa. La caccia è compito solitamente riservato alle leonesse che attuano strategie di gruppo e di reciproco ausilio per uccidere le prede. Come noto, gli esemplari maschi difficilmente sono impegnati a procurare il cibo ai cuccioli e agli altri membri del branco a meno che il loro intervento non sia strettamente necessario per domare prede di grande stazza (ad esempio gli elefanti o i bufali).  A dispetto dell’opinione comune, i leoni, fatta eccezione per rari casi accertati in Uganda e Kenya, tendono ad evitare qualsiasi tipo di contatto con l’uomo. Attualmente a farne le spese sono soprattutto bracconieri o protagonisti di improvvisati e disorganizzati safari.

LA PIU’ FORTE - Concludiamo la nostra rassegna con la tigre. Nella culture orientali questo felino (decisamente il più forte nella famiglia dei Felidi) storicamente è stato temuto a tal punto da essere incluso nell’astrologia cinese (è infatti uno dei dodici segni), nella mitologia induista e nella simbologia di molte arti marziali. Nonostante non abbia nessun tipo di problema nella caccia diurna, il superpredatore domina incontrastato soprattutto al buio quando la vista e l’udito lo guidano dritto dalla preda. La tigre, che con il mantello striato diventa pressoché invisibile nell’oscurità, sfrutta al massimo la muscolatura degli arti anteriori per spiccare balzi lunghi fino a dieci metri. Le vittime preferite sono i gaur, i bufali, i cinghiali e nel caso delle tigri siberiane anche gli orsi. Soltanto l’uomo con la deforestazione di estesi territori in Cina, Siberia, India e sudest asiatico, ha ridotto sensibilmente il numero di esemplari di questo maestoso animale.


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