Fake news ante litteram: i falsi diari di Hitler

Le fake news sono uno dei temi più dibattuti ultimamente. Eppure, anche se forse non in così ampia scala, di notizie clamorosamente false diffuse ad arte ce ne sono sempre state. Negli anni Ottanta in Germania ci fu addirittura chi dichiarò di aver ritrovato i Diari di Hitler che attestassero la sua fuga dalla Germania in guerra. In realtà altro non era che un clamoroso caso di falso storico. Ma veniamo ai fatti.

Nell’aprile del 1983 lo storico Hugh Trevor-Roper fu contattato per visionare degli importantissimi documenti relativi al periodo compreso tra il 1932-1945: si trattava, in altri termini, degli inediti diari segreti di Adolf Hitler scritti durante il regime.

La testata tedesca Stern, entrata in possesso dei sessanta volumi dei presunti manoscritti, aveva finalmente la possibilità di fare il colpo editoriale del secolo rivelando confessioni, dati personali e strategie del dittatore nazionalsocialista. Furono interpellati i maggiori esperti contemporanei,  ovvero il professore dell’università di Stoccarda Eberhard Jäckel, l’accademico americano Gerhard Weinberg e lo stesso Trevor-Roper, nelle vesti di coordinatore del gruppo di ricerca. Tutti e tre, in maniera un po’ frettolosa, nel giro di pochi giorni dichiararono di essere certi dell’autenticità degli scritti.

Il 25 aprile fu indetta una conferenza stampa in cui, davanti ad una platea di duecento giornalisti e una trentina di canali televisivi di tutto il mondo, furono presentati i famosi Diari di Hitler che avrebbero cambiato la storiografia sulla Seconda Guerra Mondiale. 
Stern, dopo alcuni esami grafologici, si assicurò i diritti di pubblicazione, mentre l’allora proprietario del Times Rupert Murdoch arrivò a mettere sul piatto ben 3 milioni di dollari per l’esclusiva. Ma a qualcuno la vicenda non sembrava affatto chiara.

A maggio la polizia scientifica del Bundesarchiv, con la collaborazione di specialisti svizzeri, negò l’autenticità dei documenti e ribaltò completamente il giudizio del trio di storici sopraccitati. Il risultato delle ricerche sulla carta e sull'inchiostro (che presentavano tracce di poliestere, materiale prodotto solo dopo gli anni Cinquanta), oltre all'emergere di svariate inesattezze storiche nei contenuti stessi dei presunti diari, relegarono quella che prometteva di essere la scoperta del secolo nell’oblio delle fake news ante litteram.

Si scoprì, infatti, che l’autore dei diari era l’illustratore Konrad Kujau (alias Konrad Fischer), il vero ideatore della contraffazione. Kujau altri non era che un pittore che, all'inizio della sua carriera aveva guadagnato parecchio denaro realizzando copie di quadri di Hitler e era diventato abilissimo nell'imitarne la calligrafia. Questi riuscì a vendere i falsi a Gerd Heidemann, collezionista di reperti del Terzo Reich nonché giornalista proprio del giornale Stern. Heidemann, che in passato aveva avuto una relazione con la figlia di Göring, era venuto a sapere da un ex SS dell’esistenza di autografi di Hitler risalenti agli anni Trenta in vendita. Ne scaturì un’asta tra i colossi del mondo editoriale che fece intascare a Kujau milioni di marchi tedeschi. 

La storia raccontata a mezzo mondo, però, non stava in piedi: un presunto aereo schiantatosi a Berlino alla fine della guerra sarebbe stato carico di oggetti preziosi delle SS, tra i quali appunto i diari di Hitler. Alcuni contadini della zona si ritrovarono così fra le mani le carte segrete e da quel momento in poi un lungo passamano fino alla conferenza stampa del 25 aprile.

Kujau e Heidemann furono arrestati, gli alti gradi dello Stern diedero le dimissioni, mentre la figuraccia accademica spettò soprattutto a Trevor-Roper e colleghi, ingannati banalmente da un semplice furfante.

A rendere ancora più grottesca la vicenda va ricordato il precedente in merito ai presunti Diari di Mussolini. Nel 1957 Rosa e Amalia Panvini monopolizzarono l’attenzione mediatica dchiarando di possedere trenta volumi di scritti del Duce, pronti per essere resi pubblici. L’epilogo? Lo lasciamo alla vostra immaginazione.

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