Prima Guerra Mondiale 100 anni dopo

Cento anni fa, l’11 novembre, finiva la Prima Guerra Mondiale. Proprio sabato prossimo, ad un secolo esatto di distanza, Alpha manderà in onda uno speciale World War 100 Commemoration con una maratona di WWI: La prima guerra moderna.

Il sabato dedicato alla storia del canale 59 del digitale terrestre ripercorrerà le tappe principali dei combattimenti fra le grandi potenze e approfondirà con filmati e testimonianze inedite le cause dello scoppio di quella che Benedetto XV definì “l’inutile strage”.

Il 4 novembre in diverse città italiane è stato celebrato l’anniversario, invece, della fine delle ostilità per il nostro paese. Questa data, inoltre, dal 1919 è stata scelta come Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate: l’idea nacque proprio in concomitanza con la firma dell’armistizio di Villa Giusti con il quale la Triplice Intesa e l’Austria decretarono l’immediata interruzione delle ostilità.  

Ieri, ad esempio, in Piazza Duomo a Milano i carabinieri sono stati protagonisti della cerimonia dell’Alzabandiera e di diverse parate di fronte agli occhi del sindaco Giuseppe Sala e del prefetto Renato Saccone. Sempre di fronte alla cattedrale meneghina è stato allestito uno stand con strumenti e dimostrazioni del reparto investigazioni scientifiche che hanno coinvolto i presenti.



A Roma, invece, lo stesso Presidente della Repubblica ha deposto una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto all’Altare della Patria, gesto seguito da un minuto di silenzio e dal volo delle Frecce Tricolori sopra il cielo della capitale. 

Analogamente, presso il Sacrario Militare dei Caduti della Prima Guerra Mondiale di Redipuglia Sergio Mattarella, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore e dal Ministro della Difesa, non ha potuto fare a meno di commemorare tutti i caduti della Grande Guerra. La cittadina goriziana durante le quattro battaglie dell’Isonzo subì disastrose conseguenze sia sul piano umano che su quello economico e sociale. «Lo scoppio della guerra nel 1914 sancì in misura fallimentare l'incapacità delle classi dirigenti europee di allora di comporre aspirazioni e interessi in modo pacifico anziché cedere alle lusinghe di un nazionalismo aggressivo» - ha sottolineato Mattarella in Friuli.

In effetti nei primi anni del Novecento gli interessi delle grandi macchine belliche trovarono terreno fertile nel crescente spirito nazionalista di molti paesi provocando un equilibrio precario che fu rotto proprio dall’attentato di Sarajevo. Cento anni dopo ormai ci sembra quasi impossibile una guerra tra nazioni occidentali, ma il germe del nazionalismo si insinua proprio in questo spazio illusorio per reinterpretare le paure della cultura contemporanea.

"Historia Magistra Vitae" dicevano i latini quando volevano sottolineare l’importanza dello studio del passato per non ripetere gli stessi errori in futuro. Niente di meglio, quindi, che riprendere un po’ in mano la storia per capire meglio certe dinamiche ancora attuali. Sabato 10 novembre, dalle ore 21.05 a mezzanotte, non perdetevi lo speciale di Alpha dedicato alla conclusione della Prima Guerra Mondiale. Per maggiori informazioni consultate la Guida Tv del canale 59 del digitale terrestre!



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