Hitler fuggì davvero in Argentina? Nuove prove di una tesi sempre piu' accreditata

Il giornalista Gerrard Williams ha una teoria, suffragata da nuove prove, che mette in dubbio la storia che abbiamo sempre studiato a scuola. Secondo lo scrittore australiano Adolf Hitler non sarebbe morto suicida nel bunker di Berlino il 30 aprile 1945, bensì in Argentina 16 anni dopo. Ma facciamo un passo indietro.

STORIA - Quando l’Armata Rossa raggiunse la capitale tedesca gli ultimi gerarchi del Terzo Reich si arroccarono in quello che veniva definito Führerbunker, un complesso sistema di tunnel e passaggi sotterranei costruito appositamente per proteggere il dittatore in caso di pericolo. Eva Braun, Joseph Goebbels, Hans Krebs e altri dirigenti e militari nazisti seguirono il proprio idolo nella fortezza che poteva vantare muri spessi quattro metri e una serie di trenta stanze su due piani. Con i russi a meno di 500 metri e nessuna speranza né di scappare né tantomeno di cambiare le sorti della guerra, Hitler decise di suicidarsi con un colpo di pistola alla tempia (probabilmente una Walter PPK) che di fatto concludeva la Battaglia di Berlino e la Seconda Guerra Mondiale in Europa. Questa la storia ufficiale, ma Williams non è per nulla d’accordo.

TEORIA - La versione del giornalista, invece, è completamente diversa e prevede una rocambolesca fuga del Führer in Sud America. La prima argomentazione a supporto di questa teoria è il mancato ritrovamento delle ceneri del cadavere: per cremare un corpo è necessario raggiungere i 3mila gradi centrigradi, risultato difficilmente ottenibile con della semplice benzina e della carta. I russi non trovarono mai né il corpo né le ceneri semplicemente perché, secondo quanto sostiene Williams, Hitler non era morto.

FUGA - A questo punto rimane da spiegare come possa essere sfuggito alla morsa degli alleati. Lo storico ha passato in rassegna tutti i rapporti e le dichiarazioni di Peter Baumgart, pilota tedesco della Lutwaffe: «Abbiamo i rapporti di Peter Baumgart, che venne arrestato ma, durante il processo, disse di aver portato Hitler, Eva Braun e alcune altre persone a Tønder in Danimarca, per poi vederli salire su un altro aereo e volare a Reus, appena fuori Barcellona» - spiega l'autore al portale Unilad. Ma perché proprio in Spagna? Innanzitutto perché il generale Franco aveva sempre simpatizzato per il nazismo e si sarebbe offerto volentieri per fornire un aereo dell’Aeronautica spagnola con direzione Fuerteventura. E in secondo luogo perché dalla Spagna era più semplice raggiungere il Sud America attraversando l’Atlantico e lontano dalla Marina inglese e americana.

Il risultato delle ricerche pubblicato sul sito Unilad spiega come a trasportare i fuggiaschi nazisti siano stati tre sottomarini in partenza proprio da Fuerteventura lungo una rotta che, superato il blocco navale degli Alleati, avrebbe portato Hitler in Cile. Nel paese andino l’ambasciatore tedesco avrebbe garantito ai propri connazionali tutto l’aiuto necessario per il completamento della clamorosa fuga in direzione dell’Argentina. Per Williams, infine, Hitler sarebbe morto nel 1961 a causa di una serie di infarti che lo colpirono nella sua casa appena fuori San Carlos de Bariloche.

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