Eccentrici in guerra: soldati completamente fuori dagli schemi

Dimenticatevi le strategie militari, la tattica, il coordinamento in battaglia e cose di questo genere. La guerra alle volte può anche assumere forme diverse da quelle tradizionali e da quella a cui ci hanno abituato i film di Hollywood. Eccentrici in guerra è il libro di Andrea Santangelo che illustra le storie e i personaggi meno conosciuti della Seconda Guerra Mondiale, focalizzandosi soprattutto sugli aspetti più singolari.

L'autore è un profondo conoscitore della storia militare che ci guida, attraverso un ricco repertorio di storie, fin dentro i battaglioni tra gli attacchi e i proiettili. «A voler scandagliare con cura i libri e i documenti, si scopre tutta una schiera di soldati che fecero dell'eccentricità la loro uniforme» recita un'introduzione al libro.


In questo senso un esempio emblematico è sicuramente quello di John Malcolm Thorpe Fleming Churchill, un soldato inglese che durante il secondo conflitto mondiale si distinse non solo per le qualità nel combattimento, ma anche per le sue doti carismatiche. Fin qui, nulla di strano. Perché allora viene considerato "eccentrico"? Semplicemente perché mentre i nemici cercavano di ucciderlo con le mitragliatrici, lui impugnava (ed usava con grande precisione) un arco medievale. I compagni, dopo averlo visto numerose volte far strage degli avversari a suon di frecce, gli assegnarono il più che mertitato soprannome di Mad Jack.



Poi c'è l'amore ossessivo del generale Ernst-Günther Baade per i cavalli e per il kilt. Secondo alcune testimonianze il Generalmajor del Fuhrer era solito andare in battaglia vestito con un gonnellino scozzese e munito di claymore, una spada gaelica a doppio taglio in uso nel Medioevo.

Il britannico Charles Wingate, invece, viene dichiarato da Santangelo come il più eccentrico fra i personaggi descritti. Basti pensare che il soldato inglese prima di imbarcarsi a Genova per raggiungere l'Egitto, pedalò per mezza Europa fino alla Liguria "per tenersi un po' in allenamento". Arrivato in Africa decise di tastare la propria resistenza fisica dimenticandosi completamente dell'igiene personale: nella città di Kassala, con alle dipendenze qualche tribù beduina, si trovò perfettamente a proprio agio tra aquitrini, caldo afoso e malattie di ogni genere.

I casi che vi abbiamo citato sono solo alcuni dei tanti che l'autore ha descritto nel proprio libro. Noi per l'occasione vi ricordiamo l'appuntamento con la storia per sabato 27 ottobre, alle 21.05, con WWI: La prima guerra moderna. Dove? Solo su Alpha!





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