Il tesoro del treno d'oro di Hitler


La leggenda del treno d'oro dei nazisti da decenni affascina storici e semplici appassionati di misteri. Negli ultimi tempi è aumentato anche l'interesse dei cacciatori di tesori (alla stregua di quanto osserviamo ad Oak Island), desiderosi di fare la scoperta del secolo che farebbe guadagnare loro diversi milioni di euro.

Ma cosa c'è di vero? Di sicuro sappiamo che Hitler possedeva un tesoro di inestimabile valore comprendente lingotti d'oro, oggetti preziosi saccheggiati in Polonia, Repubblica Ceca, Austria e Francia, rari dipinti d'autore e marchi tedeschi in contanti. Quando cadde il Terzo Reich i gerarchi nazisti trovarono un modo per nascondere questo patrimonio dalle mani degli alleati. L'Armata Rossa si impossessò molto probabilmente di meno dell'1% di questo tesoro, ancor meno trovarono inglesi e francesi.


L'ipotesi più accreditata è che Hitler inventò poco prima del 1945 un geniale metodo per salvare le proprie ricchezze. Secondo la tradizione i nazisti caricarono i vagoni di un lungo treno diretto verso una destinazione ignota.
I generali Patton ed Eisenhower sfiorano il colpaccio quando nei pressi di Merkers, in Turingia, furono messi al corrente da un informatore della presenza, a circa 400 metri sottoterra, di 6 tonnellate d'oro da 420 milioni di dollari. Probabilmente il bottino fu diviso tra americani e inglesi, ma noi sappiamo per certo che il tesoro del Fuhrer era ancora più grande.



Tutti i depositi di contanti della Reichbank e la collezione privata di quadri di Hitler ed Himmler ancora oggi manca all'appello così come quegli oggetti saccheggiati a Parigi e Mosca (non moltissimi a dir la verità grazie ad operazioni strategiche dei partigiani francesi e del governo russo). A tutto ciò vanno aggiunti circa 800 milioni di euro in lingotti portati via a Paesi Bassi e Belgio più i beni confiscati agli ebrei di mezza Europa (molti dei quali commercianti, banchieri, imprenditori e funzionari religiosi).

Recentemente nei pressi della cittadina di Walbryzich (Waldenburg in tedesco) nel sudest della Polonia, alcuni ricercatori avrebbero dato l'annuncio del ritrovamento, grazie ad uno scanner radar del territorio, del famoso treno con il tesoro di Hitler.

La cittadina polacca ospita un castello e una fitta rete sotterranea di grotte e tunnel per diverse decine di chilometri. Lo stesso Hitler in passato aveva soggiornato nella fortezza rimanendo stranamente affascinato dalla logistica della regione. Purtroppo per tutti gli appassionati e i curiosi il team di storici ha improvvisamente interrotto la ricerca e la comunicazione con i media internazionali sull'argomento.

Una scelta che è apparsa alquanto stravagante e ha fatto gridare allo scandalo.
C'è chi pensa che sia stata l'ennesima bufala per pubblicizzare la città polacca e attirare i turisti; altri, invece, ritengono che qualche gioco di potere possa aver messo a tacere i ricercatori.

Le teorie sul tesoro nazista si sovrappongono e si intersecano fino a coinvolgere il Vaticano e il Ministero del Tesoro della Croazia, istituzioni che potrebbero avere ereditato l'immensa ricchezza del celebre treno d'oro. Rimane il fatto però, che almeno ufficialmente non è mai stato trovato quello che rappresenta il sogno di ogni cacciatore di tesori.

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