Che fine hanno fatto i Nazisti scappati dal Processo di Norimberga?

Il Processo di Norimberga segnò una svolta nella storia del Novecento perché chiuse, almeno formalmente, la tragedia nazista dell'Olocausto con una serie di condanne a morte o all'ergastolo per i gerarchi di Hitler. Tuttavia, alcuni capi delle SS, delle SA e della Gestapo riuscirono ad evitare il processo fuggendo in altri paesi.

Intorno allo stesso Hitler ancora oggi ruotano leggende che lo vorrebbero vivo e ultracentenario in qualche luogo sperduto del pianeta. Quelle che invece tratteremo nel nostro articolo sono le vicende dei discepoli del Führer scampati alla giustizia con rocambolesche fughe dalla Germania.

JOSEF MENGELE - Joseph Mengele fu soprannominato l'angelo della morte per via dei suoi esperimenti sui detenuti nel campo di sterminio di Auschwitz. La doppia laurea in antropologia e medicina gli servirono per ideare un piano criminale senza paragoni nella storia. Accanto alle esecuzioni di massa, attuate secondo metodologie da catena di montaggio, nei lager furono praticati sezionamenti, iniezioni letali, analisi di eugenetica e abusi sugli esseri umani deportati in Polonia. Mengele riuscì a sfuggire prima all'Armata Rossa che liberò Auschwitz, poi alle truppe alleate stanziate in Germania e Austria. Giunto in Italia, comprò dei documenti falsi per imbarcarsi a Genova con destinazione Sud America, dove trascorse (tra Paraguay e Brasile) il resto della vita senza essere catturato.

ERICH PRIEBKE - Sorte a dir poco fortunata anche per Erich Priebke, il responsabile dell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Con la fine della Seconda Guerra Mondiale fu fatto prigioniero dagli inglesi e incarcerato nei pressi di Rimini. L'ultimo dell'anno del 1946 l'ex nazista sfruttò l'occasione dei festeggiamenti per scappare di prigione cper recarsi in Trentino Alto Adige. Lì fu aiutato da un parroco ad eludere i controlli e salpare per l'Argentina dove visse con la propria famiglia per molti anni. All'età di 82 anni fu arrestato ed estradato in Italia dove subì una condanna alla reclusione poi trasformata negli arresti domiciliari tra le polemiche generali. Morì nella propria casa di Roma a cento anni.



WALTER RAUFF - Il Cile fu, invece, il paese in cui si nascose Walter Rauff, il pupillo di Himmler messo a capo della RSHA (Ufficio Generale per la sicurezza del Reich). Era solito far uccidere i malcapitati con i gas di scarico dei camion attraverso un complesso sistema di sterminio. Fu anche responsabile della morte di decine di migliaia di ebrei nelle regioni del Nord Africa sotto il dominio della Germania e dell'Italia. Nonostante fosse uno dei criminali più ricercati al mondo, morì per cause naturali verso la fine degli anni Settanta.

ADOLF EICHMANN - Il caso di Eichmann, direttore delle deportazioni degli ebrei soprattutto dall'Ungheria e dall'Austria, invita a riflettere sul ruolo avuto da alcuni simpatizzanti del Nazismo intorno a Bolzano. Dopo la guerra alcuni preti altoatesini favorirono la fuga delle SS verso il Sud America. Tra Bressanone e Termeno operò una rete di funzionari ed ecclesiastici (su tutti Alois Pompanin), la Ratline, che permise anche ad Eichmann di trovare la salvezza in Argentina. Il tedesco fu scovato però dal Mossad nel 1962 e condannato a morte in Israele tramite impiccagione.

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