D-day: la storia dello sbarco in Normandia

Il prossimo 6 giugno ricorrerà il 74esimo anniversario dello sbarco in Normandia e Alpha si prepara ad indagare la storia dietro uno degli eventi più importanti della storia del Novecento con D-Day: lo sbarco in Normandia, in onda sabato 2 e domenica 3 giugno e, in replica, mercoledì 6 giugno.

L'invasione delle truppe alleate del nord della Francia, che provocò la morte di quasi 20mila soldati, è stata una delle operazioni militari più importanti della Seconda Guerra Mondiale. Il termine D-day, divenuto con il passare del tempo sinonimo dello sbarco, in realtà in inglese designa generalmente il giorno di inizio di un attacco.

Nei mesi precedenti all'operazione ci furono pesanti bombardamenti nei confronti delle truppe tedesche stanziate in Francia finalizzati a tagliare le difese e i rifornimenti dell'esercito del Fuhrer. Il piano Pointblank attuato dalla Raf e della Royal Force inglese grazie all'impiego di circa 10mila aerei è stato il presupposto allo sbarco anfibio.


Quest'ultimo, chiamato da Eisenhower e Churchill Overlord, non avrebbe potuto mai avere successo senza i bombardamenti effettuati dai P-51 Mustang, dagli Hawker Typhoon e dai B-17. Molte delle fortificazioni e delle batterie tedesche lungo le coste di Le Hamel, Juno, Omaha Beach e Utah Beach vennero distrutte nei sessanta minuti precedenti allo sbarco. 


Il comandante britannico Trafford Leigh-Mallory, per far distinguere i velivoli alleati da quelli della Luftwaffe, decise di applicare le strisce d'invasione sulle ali e sulle fusoliere: vennero così dipinte bande bianche e nere alternate sugli aerei americani ed inglesi, fatta eccezione per alcune categorie di bombardieri strategici che non potevano creare errori di identificazione tra i soldati. Con questo intelligente espediente furono ridotti gli errori da parte delle difese antiaeree dei partigiani francesi. 

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