Bisogna fare molta attenzione a queste frasi quando si è in una discussione, perché spesso si è vittima di manipolatori.
Chi non si è mai sentito dire, nel bel mezzo di una discussione, “Sei troppo sensibile” o “Te lo sei immaginato”? A prima vista sembrano frasi banali, quasi dei classici del battibecco di coppia. Eppure, quando queste espressioni diventano un disco rotto, potremmo trovarci di fronte a qualcosa di molto più sinistro: il gaslighting.

Si tratta di una tecnica di manipolazione psicologica sottile, progettata per farti dubitare della tua stessa sanità mentale. L’obiettivo del manipolatore è semplice: distorcere la realtà per non doversi mai assumere la responsabilità delle proprie azioni.
Le frasi a cui devi prestare attenzione
Uno dei trucchi più vecchi del mondo è quello di patologizzare la vittima. Se il manipolatore riesce a convincerti che sei tu quella “instabile” o che hai bisogno di uno psicologo, lui è salvo. Finché pensi di essere il problema, non guarderai mai ai suoi comportamenti tossici. Secondo i dati della National Domestic Violence Hotline, quasi l’89% di chi subisce abusi sperimenta questa forma di coercizione mentale. È un modo per distruggere la tua credibilità davanti agli altri e, purtroppo, anche davanti a te stessa.

Avete presente quando il partner flirta apertamente o si comporta in modo ambiguo e poi, se chiedete spiegazioni, vi etichetta come “pazze di gelosia”? Robert Greene, nel suo libro The Art of Seduction, spiega come i manipolatori amino creare un’aura di finta desiderabilità per scatenare competizione. In psicologia si chiama triangolazione: lui semina insicurezza e poi ti accusa di non avere fiducia. Il problema non è la tua gelosia, ma il suo comportamento ingannevole che ti spinge al limite.
Patricia Evans, autrice di The Verbally Abusive Relationship, chiarisce bene questo punto: mascherare insulti e disprezzo dietro una risata è una tattica di abuso verbale comunissima. Non è una battuta tra amici dove si ride in due; è un attacco camuffato. Se ti senti ferita e lui risponde che non capisci l’ironia, sta solo testando i tuoi confini per vedere quanto può spingersi oltre senza che tu reagisca.
Questo è il cuore del gaslighting. Negando l’evidenza (“Non l’ho mai detto”), il manipolatore crea una dissonanza cognitiva. Ricerche scientifiche dimostrano che, a forza di sentire ripetere una bugia, il nostro cervello tende a interiorizzarla come vera. È l’effetto verità illusorio: la negazione continua ti porta a credere di avere problemi di memoria, mentre in realtà sei vittima di una riscrittura della storia.
Uscire da questo labirinto è possibile, ma serve lucidità. Il primo passo è fidarsi del proprio istinto. Se senti che qualcosa non va, probabilmente hai ragione. Documentare i fatti (tenere un diario o degli screenshot) aiuta a diradare la nebbia mentale quando lui prova a negare tutto.
Sviluppare l’auto-convalida è fondamentale: non hai bisogno che sia lui a confermare la tua versione dei fatti. Infine, allontanarsi e chiedere il supporto di un professionista è la via maestra per smettere di accettare racconti contorti come se fossero verità assolute. La tua percezione conta, non permettere a nessuno di spegnere la tua luce.





