Siamo soli nell’universo?


È altamente improbabile, se non impossibile, che nell’infinità dell’universo vi sia spazio solamente per il nostro – piccolo – mondo. Lo penso io, così come milioni di altre persone. La diatriba sull’esistenza di visitatori extra-terresti prosegue da decenni, o perlomeno dall’incidente di Roswell del 1947. Ciò che afferma la scienza, la religione rinnega, e sono sicuro che in qualche archivio segreto (tenuto sotto chiave) vi sia la risposta ad uno dei più grandi quesiti dell’uomo: siamo soli nell’universo?

Ciò che sto per raccontarvi è avvenuto qualche anno fa, più precisamente il 27 Giugno 2015 nella città di Bologna. Erano da poco passate le 22.00 e stavo cenando assieme ad alcuni amici sul terrazzo di casa mia. Quella sera vi fu un violentissimo temporale che allarmò tutti i presenti, costringendoci a sparecchiare la tavola e a rientrare in casa. Fortunatamente, prima che iniziasse a piovere, ebbi come l’istinto di portare gli occhi al cielo, osservando le grosse nubi nere all’orizzonte. Qualcosa aveva attirato la mia attenzione ma non avevo ancora compreso l’importanza del fenomeno al quale stavo assistendo in qualità di ignaro spettatore.

Sopra alla mia testa, a centinaia di metri d’altezza, una formazione luminosa composta da almeno cinque globuli color bianco/giallo si posizionarono come per formare una “U” e restarono per alcuni minuti in posizione stabile. Tutto attorno a loro, una fitta nube scura dalle tonalità bluastre cercava di nascondere lo strano fenomeno artificiale, mentre una serie di lampi in lontananza squarciava il cielo. L’aria divenne rarefatta e l’atmosfera si caricò di elettricità statica, potevo quasi sentirla sulla pelle. Le luci nel buio continuarono ad oscillare come in una specie di danza, per poi sparire nel nulla prima che la tempesta cominciasse a manifestarsi sopra la città. Fui l’unico a scattare fotografie, provai persino a registrare un breve videoclip. Inutile dire che quella scena mi toccò nel profondo, lasciandomi letteralmente senza parole.

Nei giorni seguenti cercai di documentarmi circa la strana “apparizione” ma tutti dissero di aver visto esattamente la stessa cosa: “cinque luci nel cielo intente a seguire uno schema di volo”. Ritengo che sia assolutamente impossibile che si trattasse di velivoli ultraleggeri (civili/militari) o di droni telecomandati, la tempesta era troppo violenta per permettere a qualsiasi cosa di sorvolare la città in sicurezza. È da escludere anche l’ipotesi di “fulmini globulari” o altro fenomeno naturale, vista la complessità dello schema e la sua durata nel tempo (almeno 5 minuti, perfettamente visibile ad occhio nudo).

Non so dire con certezza che cosa io abbia visto quella sera, la cosa ancor più strana è che l’unico file video che avevo registrato con il telefonino venne memorizzato privo di traccia audio. Le foto scattate invece possedevano una qualità troppo bassa da poterle considerare una testimonianza attendibile.

Vorrei poter gridare al mondo intero ciò che ho visto quella sera ma temo le ripercussioni di un gesto tanto audace, forse non siamo ancora pronti ad accettare il fatto di non essere soli in un universo che tanto ci spaventa e del quale sappiamo così poco.











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